Il data center del domani

domenica 8 novembre 2020 di Tilly Holland

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Recentemente, al nostro Presidente, Philip Bridge, è stato chiesto da Networks Europe quale fosse la sua opinione in merito al futuro dei data center.  

Con la costante e veloce trasformazione digitale del mondo in cui viviamo, le aziende hanno dovuto iniziare a prendere decisioni e definire nuovi processi in merito alla gestione dei propri dati.  

Il volume delle informazioni digitali raccolte continua a diventare sempre più grande. Nel 2018, il volume globale di dati era di "soli" 33 zettabyte (ZB). Entro il 2025, tuttavia, IDC prevede che il numero salirà a 175 ZB. Con il costante incremento della quantità di informazioni raccolte ed elaborate dalle aziende, i data center legacy sono sempre più sotto pressione.  

L'era dei big data richiede un nuovo approccio 

Oggi, le aziende richiedono una soluzione di data center flessibile e scalabile. Questo è uno dei motivi per cui il cloud è diventato così popolare negli ultimi anni.  

I data center devono essere in grado di trasferire i dati richiesti alle applicazioni il più rapidamente possibile e in modo corretto. Qualsiasi ritardo potrebbe far sì che un'azienda utilizzi informazioni imprecise e obsolete per guidare il proprio processo decisionale. 

Oltre agli evidenti vantaggi in termini di costi derivanti dall'assenza di spese in conto capitale, il passaggio a una soluzione basata su cloud consente alle aziende di accedere ad una potenza di elaborazione dati maggiore di quella che spesso sarebbero in grado di ottenere da sole.  

In passato, questo tipo di potenza era fornita solo da pochi vendor e a costi molto alti. Tuttavia, con l’evoluzione tecnologica, questo tipo di capacità sta diventando sempre più accessibile anche per le piccole e medie imprese. 

Una volta si pensava che i data center dovessero essere localizzati subito al di sopra dell'exchange per poter sopperire ai bisogni odierni delle organizzazioni in termini di bassa latenza e necessità di risultati in tempo reale. 

Tuttavia, non è più così. Oggi è probabile che le infrastrutture siano situate in zone rurali, dove i costi come l'affitto e il personale possono essere notevolmente più bassi. I timori che tali strutture offrissero prestazioni inferiori rispetto a quelle site in luoghi urbani più centrali sono diminuiti negli ultimi anni, poiché gli specialisti IT hanno avuto la possibilità di mostrare le proprie capacità. 

L'impatto negativo che i data center stanno esercitando sul pianeta è ben documentato e deve essere affrontato con la dovuta attenzione.  

Si prevede che il consumo di energia dei data center mondiali rappresenterà il 3,2% delle emissioni totali di carbonio a livello mondiale entro il 2025 e fino a un quinto della quantità totale di elettricità utilizzata nel mondo.  

Entro il 2040, l'archiviazione dei dati digitali creerà il 14% delle emissioni mondiali, circa la stessa proporzione degli Stati Uniti oggi. 

Non c'è dubbio che i dati siano oggi una delle materie “prime” più preziose al mondo. In tutti i business hub del mondo, la domanda dei data center è stata guidata dalla rapida adozione dei servizi cloud e dall'emergere di business model digitali dinamici nati dalla diffusione dell’Internet of Things (IoT).  

Visto il crescente interesse verso soluzioni e risorse sostenibili e basso impatto ambientale, sarebbe bello che anche i data center del futuro vengano progettati e ideati in modo da ridurre al minimo gli effetti negativi sull'ambiente. 

La crescita dei big data è esponenziale e il suo valore per le organizzazioni è ai massimi storici. 

La perdita di big data può, quindi, provocare danni ingenti per le organizzazioni. Se ti trovi nel mezzo di una situazione di perdita di dati, Ontrack ha l'esperienza per recuperare i tuoi dati, indipendentemente dallo spazio su cui vengono archiviati. 

Contattaci oggi per discutere le tue esigenze di recupero dei big data. 

Per leggere l'articolo completo – clicca su questo link:  https://networkseuropemagazine.com/2020/09/03/the-data-centre-of-tomorrow/

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