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I 3 errori più comuni delle aziende nel 2018 che hanno portato alla perdita di dati

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I risultati di uno studio condotto da Ontrack Data Recovery nel mese di ottobre, tra 150 dipendenti IT in Germania, ha mostrato chiaramente che molti reparti IT sono decisamente sovraccarichi e gli errori che portano a interruzioni e perdite di dati sono in aumento.

Il 77% degli intervistati ha descritto sé stesso come oberato di lavoro. Non c’è da stupirsi che l’84% delle aziende riferisca che si sono verificate delle perdite di dati a causa di errori evitabili.

Questo resoconto è confermato dalla nostra esperienza pratica. Vediamo i tre errori più comuni delle aziende, che hanno portato a perdite di dati:

1. Pulizie frettolose e mancanza della documentazione di ciò che è stato fatto

La mancanza di tempo, come hanno lamentato gli intervistati del sondaggio, è uno dei motivi per cui si verifica la perdita di dati.

Ai dipendenti IT manca il tempo di documentare le procedure e i processi. Tuttavia, questo comportamento rappresenta un errore fatale a lungo termine.

È spesso impossibile tracciare quali dati erano archiviati e dove. Questo, in ultima analisi, rende poi ancora più difficile recuperarli.

Se non si riesce a comprendere esattamente cosa è accaduto, il processo di recupero diventa più complesso e costoso. Tra le altre cose, anche perché gli specialisti di data recovery devono cercare in diverse posizioni le tracce dei dati e non possono occuparsi immediatamente dell’area corretta.

2. Continuare a lavorare su server interessati dalla cancellazione dei dati

Accade spesso che i responsabili IT di un’azienda notino che su uno o più server mancano dei dati.

Normalmente, in questi casi i server dovrebbero essere subito bloccati, isolati e i database messi in frozen. Tuttavia, tale procedura spesso non viene eseguita, perché non è disponibile un ambiente alternativo in cui poter continuare a lavorare mentre si procede con il recupero professionale dei dati.

Così facendo, le aziende continuano a lavorare come sempre sui server interessati, mentre le aree importanti, necessarie per il recupero dei dati perduti, vengono sovrascritte. Il rischio finale è la perdita definitiva dei dati.

Questo si rivela particolarmente fatale se la perdita di dati non viene rilevata per un lungo periodo di tempo, perché in questo caso viene sovrascritto un maggior numero di dati, che quindi non potranno più essere recuperati.

Le aziende non dovrebbero quindi evitare la spesa (finanziaria) dell’ingaggio di manodopera sufficiente, dell’installazione di server sostitutivi e di backup ragionevoli.

3. I processi di backup dei dati non vengono più aggiornati

Molti reparti IT non solo sono interessati da carichi di lavoro elevati e stress e pertanto sono soggetti a errori, come descritto nel nostro studio, ma spesso si cullano in una falsa sicurezza.

Accade speso, infatti, che nel backup ci siano i dati sbagliati e manchino quelli corretti. Secondo lo studio, un reparto IT su dieci dimentica di creare o verificare un backup.

Ancora più pericoloso, comunque, è il fatto che, a causa della mancanza di tempo, non venga creata o verificata la documentazione dei processi di backup (49%) o un piano di emergenza (21%), che quindi non sono disponibili in caso di disastro.

Questo è pericoloso perché se i responsabili non sanno che tipo di disaster recovery è necessario e non possono verificarlo in un piano di emergenza, è quasi inevitabile che questo porti a una perdita di dati, che, nel caso di un server particolarmente importante, può anche minacciarne l’esistenza.

Conclusione

Una rapida pulizia del server, senza adeguata documentazione, processi di data recovery correnti e backup di funzionamento: un errore evitabile che può portare a una perdita di dati, ma è, in effetti, piuttosto semplice da risolvere.

Tuttavia, questi tre errori sono spesso aggravati dal fatto che i dipendenti responsabili non lavoravano in precedenza per l’azienda e per questo è andato perduto per sempre un importante know-how, che è disperatamente necessario nel caso di uno scenario disastroso.

L’unico modo per contrastare questa eventualità è quello di simulare una perdita di dati durante un test live e identificare in anticipo i possibili problemi. Sfortunatamente, molti manager IT evitano di affrontare questo sforzo, cui bisogna quindi porre rimedio alla fine, recuperando i dati.

Copyright immagine: Ontrack Data Recovery

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