Go to Top

Sei cose da considerare nella scelta di un hypervisor

Come scegliere un hypervisor

La virtualizzazione, per chi non lo sapesse, sfrutta la flessibilità del software per fornire una simulazione completa e funzionale di un ambiente hardware. I dati possono essere archiviati, i programmi possono essere eseguiti e la memoria può essere gestita con precisione come se la macchina virtuale fosse un vero computer. Al giorno d’oggi, la virtualizzazione rappresenta una parte dell’IT aziendale particolarmente aprrezzata.

Che cos’è un hypervisor?

Conosciuto anche come virtual machine monitor, un hypervisor è un processo che crea ed esegue macchine virtuali. Un hypervisor consente a un computer host di supportare più macchine virtuali guest condividendo virtualmente risorse, come memoria ed elaborazione.

I vantaggi di un hypervisor

Per comprenderne i vantaggi in modo un po’ più approfondito, si immagini che la propria azienda gestisca 6 server con circa il 15% di utilizzo. La virtualizzazione consentirebbe di consolidare questa infrastruttura in un ambiente hardware senza compromettere le prestazioni, nonché di ridurre il tempo e i costi necessari per aggiungere nuovo hardware.

Tuttavia, prima di poter procedere alla virtualizzazione, è necessario procurarsi un hypervisor. In parole semplici, si tratta del sistema che crea e fa funzionare le macchine virtuali. Si assicura che le macchine virtuali agiscano come veri computer, siano semplici da gestire e supportare e offrano un livello accettabile di stabilità per l’impiego aziendale.

Agli albori della virtualizzazione, VMware era considerato il re indiscusso degli hypervisor. Al giorno d’oggi esistono diverse alternative sul mercato, in particolare Microsoft Hyper-V, Citrix, AWS, Azure e KVM, che probabilmente ora hanno raggiunto il medesimo livello di competenza e affidabilità del rispettivo predecessore. Ciò significa che se si ha intenzione di portare la propria azienda lungo il percorso della virtualizzazione, è necessario considerare numerose opzioni.

Quindi, come si sceglie un hypervisor? È necessario pagare un prezzo esorbitante per lo standard del settore o è sufficiente una soluzione open source?

Di seguito vengono riportati sei aspetti da considerare per la configurazione del primo ambiente virtuale.

Hypervisor di tipo 1 e tipo 2 a confronto

La prima cosa da sapere sugli hypervisor è che sono disponibili in due versioni distinte, come inizialmente definito dagli scienziati informatici Gerald J Popek e Robert P Goldberg nel documento Requisiti formali per architetture di terza generazione virtualizzabili:

  • Hypervisor di tipo 1  o “bare metal”. Come suggerisce il nome, questi hypervisor funzionano direttamente sul proprio hardware: non vi sono sistemi operativi che agiscono da intermediario, rendendoli l’opzione più rapida in circolazione.
  • Hypervisor di tipo 2 o hosted. Contrariamente agli hypervisor bare metal, questi ultimi funzionano come normali programmi per computer su un sistema operativo convenzionale come Windows o Linux.

Gli hypervisor di tipo 1 offrono prestazioni di gran lunga migliori rispetto a quelli di tipo 2 perché non esiste un livello intermedio, rendendoli la scelta logica per applicazioni e carichi di lavoro critici. Questo non significa che gli hypervisor hosted non abbiano un impiego: sono molto più semplici da configurare, quindi sono un’ottima soluzione qualora sia necessario sviluppare rapidamente un ambiente di test.

Il costo di un hypervisor

Per molti acquirenti, l’aspetto più difficile nella scelta di un hypervisor è trovare il giusto equilibrio tra costo e funzionalità. Mentre diverse soluzioni entry-level sono gratuite o quasi, all’estremo opposto del mercato i prezzi possono essere addirittura sconcertanti. Anche i quadri delle licenze variano, quindi è essenziale essere consapevoli di ciò che si sta acquistando.

A questo punto, vale anche la pena pensare se è necessario attenersi o meno a un fornitore unico o se è preferibile utilizzarne diversi. Vari hypervisor offrono set di strumenti di gestione e funzionalità avanzate differenti, quindi può essere difficile mantenere il controllo quando sono in esecuzione decine di soluzioni contemporaneamente. Tuttavia, potrebbe anche essere insostenibile utilizzare un hypervisor premium per applicazioni non critiche. Si dovrebbe quindi prendere in considerazione un approccio a più livelli, il cui prezzo si basa sul carico di lavoro.

Caratteristiche della soluzione

Ogni hypervisor differirà in termini di punti di forza e di debolezza, quindi la scelta di un hypervisor dipenderà dall’importanza che un’azienda conferisce in un determinato aspetto. La gestione della memoria o la stabilità complessiva del software rappresentano un aspetto più importante, ad esempio?

Si noti anche che il recupero dei dati persi dagli ambienti virtuali presenta una serie di problemi e sfide unici, quindi è necessario assicurarsi che la scelta dell’hypervisor non comprometta le possibilità di salvare file e cartelle critiche da eventuali catastrofi.

La disponibilità di strumenti di gestione

Scegliere un hypervisor significa anche capire se si desidera praticità o meno nella gestione delle macchine virtuali. Alcune soluzioni offrono strumenti di gestione e utilità migliori rispetto ad altre, sia in termini di software pronto all’uso che di componenti aggiuntivi opzionali di sviluppatori di terze parti. I clienti VMWare beneficiano di una serie diversificata di strumenti di gestione, sviluppati sia da partner di terze parti sia da VMWare. Alcune alternative open source, offrono una quantità inferiore di strumenti.

Ecosistema

Infine, nel determinare se una soluzione è redditizia o meno nel lungo periodo, non bisogna trascurare il ruolo dell’ecosistema di un hypervisor, ovvero la disponibilità di documentazione, supporto, formazione, sviluppatori, consulenti di terze parti, ecc.

Supponiamo di valutare due diversi hypervisor di fascia alta. Uno di essi potrebbe offrire prestazioni e strumenti di gestione significativamente migliori rispetto all’altro, ma solo una parte della documentazione e dell’infrastruttura di supporto. In questo caso, è quasi sempre preferibile optare per l’hypervisor con la comunità di utenti più sana.

Supporto

Scegliere una soluzione che consenta di contare sull’elevata qualità del supporto, sia per l’implementazione iniziale che per la gestione quotidiana del proprio ambiente virtuale, è un’ottima idea. Assicurarsi di esaminare bene le opzioni, poiché per alcuni hypervisor il costo del supporto è significativo, quindi è utile verificare quali siano i livelli di supporto disponibili per le piattaforme che si stanno analizzando.

Vuoi saperne di più sulla virtualizzazione? Per ulteriori informazioni sui rischi derivanti dalla perdita di dati nell’ambiente virtuale, scarica il nostro white paper.

CTA_White_Paper_Data_Recovery_Sistemi_Virtualizzati_Ontrack_2

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *