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Come sfruttare al massimo il tuo archivio tape

Come sfruttare al massimo l'archivio tape ed evitare la perdita dati

Nonostante la disponibilità di tecnologie di ultima generazione come i dischi rigidi, lo storage a stato solido, lo storage ottico e i servizi remoti, i tape sono ancora il supporto comunemente più utilizzato per il backup e l’archiviazione dei dati aziendali.

Una delle ragioni di questa diffusione è la longevità della tecnologia.

I nastri magnetici vengono utilizzati da molto più tempo rispetto a tutte le altre alternative. L’altra ragione principale è il prezzo.  Il nastro magnetico è sempre stato meno costoso rispetto agli altri supporti, sebbene questo gap si stia ora gradualmente chiudendo.

Ci sono, ovviamente, anche degli svantaggi. I nastri, come talvolta accade, si possono corrompere. Un altro problema è costituito dal tempo necessario per ripristinare i dati da un nastro.

Pertanto, vale la pena provare a prevenire i problemi occupandosi dei dati sui sistemi di backup basati su nastro magnetico, con una semplice manutenzione.

4 suggerimenti testati per garantire il funzionamento dell’archivio e ridurre il rischio di perdita dati

1. Valuta lo stato di salute del tuo archivio su nastro

Se guidi un’auto, probabilmente fai affidamento sulla tua ruota di scorta. Supponi che sia in buone condizioni e disponibile per essere utilizzata al posto di una gomma bucata. Molti manager IT hanno le stesse supposizioni in relazione ai loro archivi su tape.

Vengono effettuati i backup sui nastri che vengono poi collocati in un posto sicuro, pronti per il giorno in cui i dati dovranno essere ripristinati.  Tuttavia, pochi si preoccupano di verificare le condizioni dei tape.

Ci sono buone possibilità che i tape di cui vi state occupando siano in azienda da più tempo di voi. Dopo tutto, i nastri hanno un’aspettativa di vita di 10-20 anni in condizioni perfette. L’unico problema è che pochi tape sono archiviati in condizioni “perfette” e tutti i supporti di storage moderni si deteriorano per cause esterne.

Per evitare di scoprire che i nastri sono danneggiati nel momento in cui stai cercando di ripristinare i dati critici, è di primaria importanza testare periodicamente lo stato di salute del tuo archivio su nastro, valutando la leggibilità di alcuni nastri campione. Su un tape potrebbero esserci dati spazzatura, pertanto è importante verificare.

Dovresti inoltre verificare la disponibilità e lo stato di funzionamento della tua soluzione tape, oltre alla capacità del reparto IT di lavorare con formati tape legacy. Se mancano le conoscenze relative ai nastri di precedente generazione o il tempo di effettuare tali test, potresti rivolgerti ad un fornitore di servizi esterni che effettuerà la revisione al posto tuo.

Se controlli già regolarmente il tuo archivio tape, ricordati che il dispositivo di scrittura non riconosce ogni singolo errore. Verifica sempre il supporto campione dopo l’operazione di scrittura e conferma sempre i risultati utilizzando un dispositivo differente per leggere il supporto.

2. Aggiorna i formati dei vecchi nastri

Dato che non ci sono regole senza eccezioni in relazione al fine vita dei nastri, le aziende dovrebbero mettere in atto le proprie policy definendo la durata di vita attesa per i tape. Le policy potrebbero basarsi su una serie di fattori tra cui età del nastro, numero di volte in cui viene sovrascritto o il tasso di errore di lettura/scrittura.

È importante garantire un trattamento coerente del supporto e la dismissione dei tape nel momento più appropriato.

Oltre alla questione delle policy, le aziende potrebbero improvvisamente trovarsi a dover affrontare una richiesta non preventivata di aggiornamento dell’archivio dei nastri ad esempio in caso di fusioni o scissioni aziendali, ricollocamento dei data centre, compliance, gestione del rischio, un refresh della tecnologia di backup o la necessità di avere dei risparmi sui costi dello storage fisico. La scoperta di nastri danneggiati o corrotti spesso gioca un ruolo fondamentale in queste situazioni.

Qualunque sia il motivo che spinge a un aggiornamento, le tre azioni più comuni sono:

  1. Copia su un supporto simile (operazione altrimenti nota come “refresh”);
  2. Copia su un supporto differente (migrazione);
  3. Copia su un modello di storage differente come l’archiviazione in una soluzione di cloud pubblico o privato.

I reparti IT dovrebbero stare attenti, monitorando l’invecchiamento dei nastri e man mano che si avvicina il momento della dismissione, sfruttare l’opportunità di considerare quale modello di storage si adatta meglio alle nuove esigenze del business.  Piuttosto che eseguire automaticamente un refresh, potresti scoprire che, dal punto di vista finanziario, ha maggior senso passare a un nuovo modello.

Cambiare il supporto di backup significa anche mantenere il server di backup legacy con tutti i cataloghi in modo da avere l’indice dei nastri cui fare riferimento. Il costo del mantenimento di una struttura legacy potrebbe essere importante – $100K+ all’anno.

Uno degli approcci maggiormente adottato dalle aziende consiste nell’utilizzare i provider esterni  per servizi on-demand di ripristini ad hoc dei nastri, annullando quindi la necessità di mantenere l’attrezzatura legacy. Si tratta di un grande cambiamento di pensiero, ma potrebbe portare a risparmi sostanziali.

3. La migrazione verso una nuova soluzione di storage su nastro richiede una certa gestione

La migrazione su nastro si compone di una serie di passaggi, che vanno dalla verifica del tape e consolidamento del supporto, all’estrazione, alla duplicazione e alla conversione. Molte migrazioni implicano una sfida di tipo logistico, perché i nastri devono essere trasportati a e da posizioni sicure, quindi i rigidi protocolli per la catena di custodia e la sicurezza dei dati rappresentano un requisito fondamentale se un nastro lascia la sede dell’azienda.

È opportuno anche prendere in considerazione il ritorno sicuro del supporto o l’eventuale cancellazione sicura dei dati.

Ancora una volta, è una buona idea avvalersi  dei servizi di uno specialista di data recovery nel caso dovessi scoprire che i nastri sono danneggiati o illeggibili. Cerca uno specialista affidabile che abbia maturato esperienza nelle seguenti aree:

  • Capacità di supportare tipi di tape multipli di età differenti;
  • Supporto di soluzioni di backup attuali;
  • Capacità di recupero dati;
  • Logistica sicura, sedi sicure e monitorate;
  • Abilità nella gestione del progetto;
  • Fornitura di servizi in base a un contratto;
  • Capacità di gestione del ciclo di vita delle informazioni

4. L’archiviazione dei dati è un processo continuativo

L’archiviazione dei dati richiede è un processo articolato che va oltre la pianificazione e le revisioni regolari.

Non dare mai per scontato che i dati siano accessibili se non sono stati toccati perché, come abbiamo visto, tutti i supporti si deteriorano. Se i dati sono archiviati on-site, bisogna considerare il fatto che non tutti i reparti IT possono creare le condizioni perfette per uno storage a lungo termine. Se i dati sono archiviati off-site, non devi soltanto valutare lo stato di salute del tuo supporto, ma dovresti anche testare la velocità di accesso ai dati.

Con qualche attività di manutenzione di routine – verifiche regolari dello stato di salute, aggiornamenti se necessari, migrazione e un continuo e puntuale controllo delle necessità di sistema– è possibile gestire gli inevitabili problemi di corruzione del nastro e usura, riducendo al minimo i rischi di perdita dei dati.

Cerchi un servizio di gestione dei tape? Ontrack è qui per aiutarti. Per ulteriori informazioni, consulta il sito https://www.ontrack.com/it/recupero-dati-tape/

Copyright immagine: Adobe Stock

 

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