Dati smartphone: come evitare di perderli e cosa fare se dovesse accadere

Written By: Ontrack

Date Published: 19/12/17 0.00

Dati smartphone: come evitare di perderli e cosa fare se dovesse accadere

In un articolo precedente abbiamo parlato di come le soluzioni tecnologiche utilizzate negli smartphone di ultima generazione abbiano reso complicato il processo di recupero dati in caso di perdita. Ma se da lato i produttori hanno complicato le nostre vite in caso di perdita di dati, dall’altro la loro strategia potrebbe avere dei risvolti positivi.

Se ridurre l’accesso alla memoria del telefono rende il recupero dati - con i metodi convenzionali - sempre più complicato questa procedura è però in grado di proteggere il telefono da azioni indesiderate effettuate dall’utente che potrebbe inavvertitamente provocare errori al sistema causando la perdita irreversibile dei dati.

Fortunatamente nell’era delle applicazioni su cloud la protezione delle informazioni è a portata di mano: in questo modo la perdita di dati dal vostro smartphone non sarà più una preoccupazione.

Come ridurre il rischio di perdita dati?

Se possiedi un iPhone la soluzione migliore è quella di utilizzare lo storage su iCloud per memorizzare i dati nel cloud. Questa funzione è utile anche nel caso in cui tu abbia necessità di spostare i dati da un vecchio dispositivo ad uno nuovo.

Considera anche che iOS protegge alcuni dei dati dalla cancellazione accidentale. Ad esempio, le immagini cancellate da poco tempo vengono archiviate nella cartella “Cancellati di recente” (“Recently Deleted”) e vengono rimosse completamente dal dispositivo solo dopo un mese.

Anche con Android puoi predisporre lo storage dei dati sul cloud attraverso un account Google per salvare i vostri contatti, le immagini, etc. Se vuoi archiviare un volume maggiore di file potresti utilizzare delle applicazioni come Dropbox: in questo modo potete accedere ai tuoi dati da tutti i tuoi dispositivi e, nel caso in cui uno di questi device non dovesse funzionare in maniera corretta, non dovresti preoccuparti del rischio di perdita dei dati salvati su questi spazi virtuali.

Esistono numerose applicazioni per effettuare il backup dei dati memorizzati nello smaprtphone, alcune delle quali già incluse nel sistema operativo. Utilizza app fornite da fonti attendibili, soprattutto quelle disponibili sugli app store ufficiali: Google Play su Android e App Store su iOS.

Scaricare app da gruppi di discussione o da store non ufficiali è rischioso e potrebbe esporre il tuosmartphone ad attacchi di virus o persino alla perdita di dati (leggi anche il nostro articolo sugli attacchi ransomware contro i cellulari).

Esistono migliaia di modi di perdere i dati dallo smartphone. Il cellulare potrebbe rompersi, finire in acqua, essere esposto al fuoco, potrebbero rubartelo oppure potresti lasciarlo inavvertitamente da qualche parte.

Un’altra possibile causa di perdita dati potrebbe essere legata ad un errore di sistema o dell’applicazione, un aggiornamento senza successo del software e non dimenticare che i dati potrebbero andare persi se il telefono viene utilizzato da utenti inesperti. È quindi meglio aspettarsi l’inaspettato e proteggere i tuoi dati da qualsiasi scenario prima trovarti a dover affrontare una perdita dati.

Cosa fare dopo aver perso i dati da uno smartphone?

Difficilmente ad un utente mobile non sarà capitato...

E adesso? É possibile salvare i dati memorizzati sul telefono in autonomia o è necessario contattare uno specialista?

Dove vengono conservati normalmente i dati in uno smartphone?

Per tutti gli utenti iOS Apple, tutti i dati vengono normalmente salvati sulla memoria interna. A seconda del modello, l'iPhone ha differenti capacità di memoria Flash NAND. In alternativa i dati potrebbero essere salvati sul computer tramite iTunes o conservati sul cloud in iCloud. Lo stesso accade anche per i tablet Apple iPad.

I telefoni Android invece, offrono la possibilità di salvare i dati in tre spazi di archiviazione: oltre alla memoria interna, generalmente una flash NAND, molti dispositivi hanno un alloggiamento per (micro)SD in cui inserire la card su cui salvare i dati. Come ultima alternativa, molti dati potrebbero essere conservati nelle SIM card fornite dagli operatori, a seconda delle dimensioni delle memorie.

Cosa può fare l’utente?

Se lo smartphone non ha subito un danno meccanico o logico l’utente può provare a gestire la perdita dati in autonomia, ma assumendosi anche alcuni rischi da non sottovalutare. Per leggere la memoria interna di uno smartphone Android si può utilizzare una delle tante soluzioni software disponibili sul mercato che trasferisce le informazioni salvate tramite cavo USB sul computer. Se i dati memorizzati su una memoria interna sono stati cancellati per via di un crash del sistema o in seguito ad una installazione di nuove applicazioni non è detto che si possano utilizzare questi software: il dispositivo dovrà essere riconosciuto dal PC o dal Mac come hard disk rimovibile.

Se una memoria interna di uno smartphone Android (fino alla versione 4) è riconosciuta come un disco rimovibile o dispositivo di storage esistono alcune soluzioni software sul mercato che possono ripristinare i dati cancellati. Queste soluzioni devono essere utilizzate subito dopo la cancellazione dei dati e non deve essersi verificata una sovrascrittura generata dall'utilizzo del sistema operativo.

Per i telefoni Android - dalla versione 4 in poi - la soluzione a questo problema è un po’ più complessa, ma sempre possibile: lo smartphone deve essere prima messo in condizione di funzionare per creare l'immagine della partizione dei dati e trasferirla su PC. A quel punto è possibile ripristinare i dati dall'immagine creata con adeguati strumenti software.

Recupero dati iPhone problematici

Per gli utenti di smartphone Apple le precedenti opzioni non sono valide: gli iPhone non supportano memorie SD e per salvare i dati utilizzano solo la memoria interna a cui è alquanto complesso accedere.

Per gli iPhone più obsoleti (fino alla versione 4) potrebbe essere possibile accedere alla memoria modificando la modalità del device allo stato “Maintenance”: in questo modo utilizzando specifici software potresti recuperare i dati cancellati. Per tutti i dispositivi da iPhone 4s in poi invece ciò non è possibile e il recupero dati può essere svolto solo da un service provider fornito di appositi strumenti e software.

Quando dovresti contattare un servizio professionale di recupero dati?

Oltre al recupero dati dei dispositivi Apple, tutti gli smartphone con danni fisici dovrebbero essere sempre portati in un centro specializzato di recupero dati. Case rotti o smartphone che non si avviano più indicano seri problemi che non possono e non dovrebbero essere risolti in maniera autonoma!

In particolar modo poiché le memorie Flash NAND risultano alquanto complesse (i dati vengono distribuiti attraverso diversi blocchi di memoria), in questi casi ogni tentativo di data recovery con controller o memorie difettosi può mettere ancora più a repentaglio i dati. In questi casi, gli strumenti di recupero dati potrebbero addirittura incrementare i danni e cambiare la già complessa struttura dei dati e rendere anche un intervento di recupero professionale impossibile. Per smartphone rotti, l’utente dovrebbe sempre contattare un servizio di recupero dati professionale come Ontrack!

Qui puoi trovare maggiori informazioni sul recupero dati da smartphone e tablet.

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