4 cause comuni di perdita di dati informatici

giovedì 9 luglio 2020 di Tilly Holland

Al giorno d'oggi sarebbe difficile trovare una persona che non ha mai sperimentato una perdita di dati informatici.

Abbiamo provato tutti quella sensazione di timore che ti pervade quando un calo di tensione o un blocco precludono il salvataggio di un documento di Word, oppure quando la connessione Internet si interrompe e sparisce la pagina web piena di moduli già compilati.

Nell'era moderna, la perdita dei dati informatici è un punto fermo, un passaggio quasi obbligato.

È la piaga del mondo business. Secondo uno studio di Ponemon, il costo medio globale della perdita di dati ammonta a $3,6 milioni, circa $141 per record di dati. Inoltre, Datto stima che il costo dei downtime può variare da $10.000 all'ora a oltre $5 milioni all'ora (a seconda delle dimensioni dell'azienda).

Ovviamente, essendo giunto sul blog di una azienda di recupero dati, sei probabilmente consapevole del fatto che una perdita di dati non è sempre definitiva. A seconda delle circostanze, potresti anche essere in grado di recuperare in autonomia i tuoi dati e riprendere, in pochi minuti, da dove eri stato interrotto.

Chiaramente, tutto ciò dipende dal tipo di perdita che hai subito. Di seguito riportiamo alcune delle cause principali di perdita di dati, dalla più banale alla più complessa.

1. Errore umano

Uno dei casi più comuni di perdita dei dati è la cancellazione accidentale di file e cartelle, in genere dovuta a sbadataggine e disattenzione. Ciò accade quando si esegue, ad esempio, una formattazione del disco rigido senza aver controllato tutti i dati presenti su esso.

Fortunatamente, in questi casi, il recupero dei file cancellati accidentalmente è spesso un'operazione ordinaria. Questo perché le informazioni non sono state effettivamente rimosse dal disco: lo spazio che occupano è identificato come bianco nel file system, ma resta così fino a che i settori non vengono sovrascritti.

Con un software di recupero dati fai-da-te, come Ontrack EasyRecovery, si possono ricreare i file perduti in una manciata di minuti.

2. Malware

È un aspetto triste dell'era di Internet: siamo esposti a centinaia di malware (software dannosi), ora più che mai, e gran parte di questi sono progettati esplicitamente per corrompere ed eliminare file e cartelle.

La tua possibilità di recuperare da questo tipo di perdita di dati dipende dal malware stesso: alcuni virus semplicemente colpiscono i metadata dei file, che possono essere ripristinati, mentre per altri l'operazione è più complessa.

Negli ultimi anni, abbiamo riscontrato un incremento di ransomware, di cui Cryptolocker è l'esempio più famoso. Questo tipo di malware cripta i file e quindi, per poterli decriptare, richiede alla vittima di pagare un riscatto, in genere con la criptovaluta anonima Bitcoin.

La crittografia avanzata è davvero molto difficile da decifrare.

Tuttavia, ci sono stati numerosi interventi di recupero dei dati, dopo un attacco ransomware, che hanno avuto successo.

3. Errore logico

Alcune delle perdite che si verificano a livello software sono fuori dal controllo dell'utente e possono causare anche un danno maggiore a file e cartelle, rispetto agli errori umani o ai malware.

Arresti imprevisti, avvii interrotti e conflitti di driver possono contribuire all'insorgere di errori nelle strutture logiche di un disco, con la conseguente corruzione o perdita di dati. In altri casi, un disco vicino alla fine del proprio ciclo di vita può diventare imprevedibile e iniziare a scrivere le informazioni nei settori sbagliati, causando un danno logico.

Se utilizzi un PC Windows, potrebbe aprirsi un tool di sistema chiamato Chkdsk dopo il verificarsi di un arresto imprevisto. Questo strumento dovrebbe sistemare gli errori logici e far ripartire il disco.

Nota, tuttavia, che se la tua principale preoccupazione è quella di recuperare i dati, è meglio non utilizzare il Chkdsk. Esso, infatti, potrebbe apportare modifiche irreversibili alle strutture logiche del disco al fine di ripristinarne la funzionalità, il che potrebbe ostacolare i tentativi di recuperare le informazioni perdute.

4. Danno fisico

Considerato che molti dati sono ancora archiviati su dischi rigidi tradizionali con parti mobili, il danno fisico rappresenta un'importante minaccia alle risorse informative.

La perdita di dati può essere imputabile a dispositivi di archiviazione che subiscono urti, danni da liquidi e fuoco, oppure danni meccanici che portano alla parziale distruzione dei piatti del disco rigido.

Fortunatamente, è possibile recuperare i dati a seguito di un danno di tipo fisico.

Probabilmente l’unità non funzionerà normalmente a causa dei circuiti danneggiati, molti settori resteranno illeggibili in maniera permanente come conseguenza dei guasti alle testine e di altre condizioni ambientali avverse che influiscono sulle tracce circolari del disco. Tuttavia, con nuovi componenti e possibilmente nuovi alloggiamenti per i piatti, è ancora possibile recuperare almeno una parte dei dati.

Un avvertimento, però: questo non è un intervento che consigliamo di fare a casa!

L'apertura di un disco rigido permette alle particelle di polvere e sporcizia di depositarsi all'interno, il che peggiorerà i problemi. È opportuno contattare una società specializzata in recupero dati che lavorerà sul disco in una cleanroom controllata e ti fornirà un'immagine dei suoi contenuti.

Se hai perso i tuoi dati e desideri recuperarli, richiedi una valutazione preventiva gratuita del tuo caso.

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